La chiesa di 'quel qualcosa'
Alcune congregazioni ce l'hanno. Altre no. E non ci vuole molto tempo per capire se una congregazione ce l'ha oppure no. Capiamo subito. E' impossibile sbagliare.
Alcune congregazione sono piene di vita. L'energia riempie la stanza. Il calore è palpabile. Lo sentiamo nelle funzioni.
Lo sentiamo nell'ora del caffè.
C'è qualcosa nel “ronzio”. Vediamo la gente sorridere ed abbracciarsi. Le persone interagiscono.
Ahimé, alcune congregazioni-troppe-non ce l'hanno. Sono senza vita, fredde, moribonde. Perché è così? Qual è la differenza tra essere piene di vita e calore ed essere fredde e morte?
Credo che la differenza sia la religione. Veramente. La Religione. La chiave per il futuro per ogni singola congregazione e per l'Universalismo Unitariano come movimento è se possiamo “fare religione.” Se “facciamo religione” cresceremo. Toccheremo i cuori e cambieremo il mondo. Se non lo facciamo subiremo un declino.
Forse dovrei spiegare.
Tendiamo a vedere la religione come un insieme di credenze. Questo è un grande errore. La religione concerne molto di più quello che amiamo piuttosto di quello che pensiamo. Quest'enfasi sul credere, in particolare sulla “vera religione” vista come il credo corretto, è un aberrazione moderna. Se guardiamo alle religioni storicamente ed attraverso le culture, scopriamo che in pratica credere ha poca a che fare con la religione. Alcune tradizioni religiose, come il Buddismo, non hanno quasi nessun credo.
Consideriamo la tradizione Ebraica che ha dato origine al Cristianesimo. Nei testi sacri i profeti non mostrano nessun interesse per il credo corretto. Mostrano un sacco di interesse per come le persone si comportano e se sono fedeli al loro patto.
Infatti, la stessa parola “religione” viene da una radice latina che significa legare, fasciare. In ultimo ciò che ci lega insieme, ciò che fa una religione, un popolo unito, è ciò che amiamo. La religione, la nostra religione, è ciò che ci importa veramente tanto, ciò che vogliamo conservare, abbracciare e creare.
Le domande che ci facciamo gli uni agli altri sono così essenziali. Se tu e io ci chiediamo cosa crediamo, ci troveremo a parlare di cose tanto cervellotiche. Esporremo le nostre credenze appoggiate con prove ed argomentazioni. Troppo spesso finiremo per litigare. Io so. Ho litigato più di quanto avrei dovuto.
Però, quando ci chiediamo che cosa amiamo veramente, a cosa ci teniamo veramente, che cosa ci importa più di ogni altra cosa nella vita, succede qualcosa di straordinario. Non litighiamo. Ascoltiamo. Comunichiamo. Scopriamo che amiamo e vogliamo la stesse cose. Abbiamo cura gli uni degli altri. Vogliamo onestà, profondità e intimità nei nostri rapporti. Vogliamo amicizie durevoli.
Scopriamo anche che comprendiamo di essere tutti insieme in questa vita. Vogliamo aiutare il mondo a guarire. Vogliamo che la compassione, la comprensione e la giustizia guidino le nostre azioni e i nostri governi. Vogliamo lavorare insieme, mano nella mano, per costruire un mondo oltre lo sfruttamento e la violenza.
Quando tu e io ci concentriamo su quello che amiamo e quello che desideriamo creare , succede qualcosa di quasi miracoloso. Siamo energizzati. Formiamo legami duraturi. Diventiamo felici di impegnarci e di lavorare insieme. Diventiamo più generosi. Arriviamo a pensare più ad un “noi” e meno ad un “me.”
In altre parole, quando ci concentriamo su quello che amiamo noi “facciamo religione.”
La verità è che le stesse cose sono profondamente importanti per tutti noi. Condividiamo una visione. Nelle nostre congregazioni ci sono amore, idealismo, ed energia che aspetta di essere sprigionata. Quando li sprigioniamo, quando veramente lasciamo andare la gente, trasformiamo molte vite e cambiamo il mondo.
Facciamo allora questa religione. Aspetto solo di vedere ciò che riusciremo a fare insieme.